Pedagogia

Sportello a cura di Enrica Piccapietra-Pedagogista, Supervisor Counselor 3407500212

Pedagogia deriva da paideia  dal greco (paidos) bambino, (ayoo) guidare, condurre, accompagnare e quindi

Pedagogia = guida del fanciullo

Bisogna attendere gli anni 70 perché la pedagogia si affermi come disciplina sganciata dalla filosofia e caratterizzarsi come scienza empirica.

Dewey: massimo rappresentante dell’emancipazione della pedagogia che definisce come scienza dell’educazione che ha il delicato compito di far riflettere la singola persona per portarla fuori da ogni omologazione di massa ed esprimere la propria individualità. Pedagogia come diffusa formazione della persona che viene aiutata a pensare con la propria testa,(valori culturali) responsabile dei propri diritti e doveri,(valori civili) solidale, cooperativa, con spiccato senso della giustizia (valori esistenziali)

Con Montessori e altri sviluppano la corrente che va sotto il nome di pedagogia attiva, attivismo con quattro principi fondamentali:

1. Puericentrismo: il bambino al centro del processo educativo
2. Valorizzazione del “fare” portando l’attenzione alla manualità e al gioco all’interno dell’apprendimento infantile
3. Motivazione: ogni apprendimento è determinato dal grado di interesse del bambino e, quindi, sollecitato dai suoi bisogni educativi
4. Socializzazione: bisogno primario del bambino

La pedagogia del novecento si arricchisce di nuovi indirizzi, pone il bambino al centro di ricerche ed indagini, nascono nuove pedagogie: la psicopedagogia, la sociologia dell’educazione; nuovi sviluppi nel campo dell’apprendimento (PIAGET)

Con l’avvento della psicoanalisi la pedagogia può ridefinire l’infanzia: sguardo sulle relazione interfamiliari, l’affettività e l’emotività assumono un ruolo centrale.

La pedagogia diviene scienza dell’educazione, la scienza che studia in modo sistematico come l’educazione si sviluppa in un determinato ambiente. Rousseau mette in evidenza il valore dell’infanzia nella formazione dell’uomo , il valore dell’educazione come identità fra natura e coscienza, la possibilità di autonomia dell’educazione.

Pedagogia non direttiva

Secondo Rogers la scuola è in crisi perché, di fronte ad un mondo in rapido cambiamento e pieno di tensioni potenzialmente esplosive, non sa fornire un’efficace offerta formativa. E’ necessaria una pedagogia non direttiva nel senso che non deve essere il maestro a cambiare l’alunno, ma è quest’ultimo che si cambia mentre apprende. Pertanto bisogna rivedere radicalmente il ruolo e la funzione dell’insegnante che non deve mutare solo la propria concezione della didattica ma anche la propria personalità e la propria capacità di relazionarsi.

Una proposta di pedagogia alternativa viene dal brasiliano P. Freire (1921) fondatore del Movimento brasiliano di educazione popolare e autore del famoso “Pedagogia degli oppressi”. La pedagogia di Freire passa attraverso un vasto movimento di consapevolezza e presa di coscienza della situazione in cui le persone vivono (quello che Freire chiama: coscientizzazione). L’educazione alternativa è fondata sul dialogo, secondo il modello socratico: qui infatti si verifica il superamento del dualismo educatore-educato in quanto entrambi diventano co-autori e soggetti dello stesso processo in cui crescono e si formano insieme. Inoltre nel dialogo, che è fondato sull’amore e sulla fiducia, l’autorità ha valore solo se si pone al servizio della libertà, prospettando una visione della realtà come mutamento e sviluppo attuato dagli uomini che vogliono diventare padroni del proprio destino.

Significativo il lavoro pedagogico di don L. Milani (1923-1967), che trasferito a Barbiana nel Mugello, trasforma la parrocchia in scuola per i figli dei contadini per lo più respinti da quella pubblica. Da questa esperienza nasce la famosa “Lettera a una professoressa”, frutto di una stesura collettiva da parte di tutti i ragazzi della scuola.

Anche le esperienze di D. Dolci (1924-) a Partinico, Trappeto, Mirto si muovono nello stesso orizzonte. Egli si propone di convogliare le energie di tutti, per recuperare attraverso l’educazione l’umanità integrale della persona, alle cui energie creative si vuole dare espressione mediante una comunicazione dialogica e autentica. La scuola va riformata con la creazione di centri educativi improntati alla gradualità e al primato delle attività espressive, e caratterizzati dal lavoro di gruppo, dall’apertura alle famiglie, dal rapporto maieutico con l’insegnante, al fine di creare un sistema di educazione permanente e aperto in grado di valorizzare pienamente la comunicazione come forma di vita sociale fondata sull’amore e sul rispetto dell’altro.

È da questa pedagogia attiva, nonviolenta, dialogica e maieutica che amo attingere per continuare il lavoro con i bambini, i ragazzi, i genitori, gli insegnanti mettendo a disposizione sportelli pedagogici individuali e di gruppo, progetti per i genitori e lavoro con gli insegnanti.

L’Associazione Gea è a disposizione

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