L'Io e le sue maschere

L'Io e le sue maschere

«Che fai?» mia moglie mi domandò, vedendomi insolitamente indugiare davanti allo specchio.


«Niente,» le risposi, «mi guardo qua, dentro il naso, in questa narice. Premendo, avverto un certo dolorino.»
Mia moglie sorrise e disse:
«Credevo ti guardassi da che parte ti pende.»
Mi voltai come un cane a cui qualcuno avesse pestato la coda:
«Mi pende? A me? Il naso?»
E mia moglie, placidamente:
«Ma sí, caro. Guàrdatelo bene: ti pende verso destra.»

Avevo ventotto anni e sempre fin allora ritenuto il mio naso, se non proprio bello, almeno molto decente, come insieme tutte le altre parti della mia persona

Per cui m’era stato facile ammettere e sostenere quel che di solito ammettono e sostengono tutti coloro che non hanno avuto la sciagura di sortire un corpo deforme: che cioè sia da sciocchi invanire per le proprie fattezze.

La scoperta improvvisa e inattesa di quel difetto perciò mi stizzí come un immeritato castigo.

Vide forse mia moglie molto piú addentro di me in quella mia stizza e aggiunse subito che, se riposavo nella certezza d’essere in tutto senza mende, me ne levassi pure, perché, come il naso mi pendeva verso destra, cosí…
«Che altro?»

Eh, altro! altro! Le mie sopracciglia parevano sugli occhi due accenti circonflessi,  le mie orecchie erano attaccate male, una piú sporgente dell’altra; e altri difetti…
«Ancora?»…

Così inizia il libro di Pirandello: Uno, Nessuno Centomila.

Pensiamo di essere in un certo modo, un solo modo, e cerchiamo di preservarlo per la vita intera ma è proprio così?

E come considerare tutto ciò che ci succede a partire da una banale frase di una persona vicina a noi? Ma forse esiste un Io e guppi di “falsi io”?

Roberto Assagioli ci dice che la personalità non è qualcosa di definito compiuto, eternamente stabile, al suo interno si muovono forze diverse, a volte in conflitto fra di loro, ed è formata da vari elementi, parla di animo molteplice.

Abbiamo le funzioni psichiche impulsi e desideri, sensazioni, emozioni e sentimenti, immaginazione e pensiero che sovente non sono abbastanza integrate nella personalità.

Quante volte ci facciamo travolgere dalle emozioni, oppure sovrapponiamo il pensiero ad un’emozione, a un impulso, o non conosciamo abbastanza le sensazioni del corpo e ignoriamo i nostri bisogni!

Succede anche che il nostro Io si identifichi in una o più funzioni, creando disagi, crisi e iniziando a costruirsi vere e proprie maschere.

Abbiamo delle immagini di noi stessi che si sono formate nel corso della vita; il tempo passa e noi rimaniamo attaccati a qualcosa che non siamo più, oppure vorremmo sembrare agli altri ciò che non siamo.

Insomma, dice Assagioli, un teatro vero e proprio vive dentro di noi e, a volte, un personaggio prende il sopravvento oppure tutti parlano contemporaneamente.

Ma allora c’è un Io, ci sono dei contenuti, c’è un nostro personale modo di interpretare i due, c’è ciò che giochiamo nella relazione con noi stessi e con gli altri, ci sono maschere che indossiamo più o meno consapevolmente.

Qual è la nostra storia? Come recitiamo sul nostro palcoscenico interiore? Come considerare l’Io in tutto questo? E…il nostro naso, sarà diritto o penderà…?

Inizia a scoprirlo con noi partecipando alle due serate in programma.

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